domenica 29 aprile 2012

Scuola SIMF: una garanzia

Ringraziamento pubblico
Panorama da Portorose
Desidero ringraziare Cristina Brivio, Antonio Coviello, tutto lo staff amministrativo e i docenti della Scuola Italiana di Medicina Funzionale per l'ottima organizzazione del corso, qui a Portorose in Slovenia. Buone lezioni a tutti i colleghi.
Carlo Maggio

domenica 18 marzo 2012

lunedì 5 dicembre 2011

Omega-3

Omega-3: gli integratori per eccellenza. A cura del dott. Carlo Maggio

Omega-3: i grassi “buoni” 

Quando si parla di alimentazione e grassi vengono in mente brutte malattie come l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale. In realtà, esistono grassi pericolosi per la nostra salute, che sono i grassi “saturi” di origine animale e quelli che ci aiutano a star bene, i grassi “insaturi” di origine vegetale e presenti anche nel pesce. Grassi saturi e insaturi: qual è la differenza? Il carbonio, che costituisce l’ossatura dei grassi, è un atomo tetravalente, capace di legarsi chimicamente ad altri quattro atomi. Talora, il carbonio si lega ad un altro atomo di carbonio con un doppio legame chimico e viene definito insaturo. I grassi saturi sono costituiti appunto da atomi di carbonio uniti fra loro senza doppi legami. I grassi insaturi presentano uno (monoinsaturi) o più doppi legami (polinsaturi) fra gli atomi di carbonio.

Acido alfa-linolenico (ALA)
Omega-3 con primo doppio legame sul terzo atomo di carbonio

Il termine omega-3 o n-3 significa che il primo doppio legame è sul terzo atomo di carbonio.
I grassi saturi, generalmente solidi, sono contenuti ad esempio nei formaggi e nei salumi. I grassi insaturi, abitualmente liquidi a temperatura ambiente, sono contenuti, ad esempio, negli oli di oliva (monoinsaturi) e nei pesci (polinsaturi). 



Omega-3: i magnifici 3

I principali omega-3 sono, guarda caso, proprio tre. Il padre degli omega-3 è l’acido alfa-linolenico (ALA), costituito da 18 atomi di carbonico con 3 doppi legami, di origine vegetale, contenuto soprattutto nelle noci, negli oli di lino e di soia e nelle verdure a foglia verde. Gli esseri umani non sono in grado di sintetizzare l’ALA quindi definito acido grasso essenziale, che deve essere introdotto con gli alimenti. A partire dall’acido alfa-linolenico, il nostro organismo può sintetizzare gli altri due acidi grassi n-3 fondamentali per la nostra salute: l’acido eicosapentaenoico (EPA) e il docosaesaenoico (DHA). Purtroppo la sintesi di dell’EPA e del DHA (grazie all’enzima delta-6 desaturasi) si riduce con l’età e in presenza di alcune malattie, tipo diabete e ipertensione. Ecco perché è facile andare incontro ad una carenza di questi acidi grassi.

Omega-3: un valido aiuto alla salute

L’EPA e il DHA hanno una serie di proprietà salutari. Rendono più fluide le membrane cellulari, migliorano la funzione dell’endotelio vasale, cioè di quello strato interno di cellule che protegge le arterie e le vene. Gli omega-3 sono in grado anche di ridurre l’aggregazione piastrinica riducendo il rischio di trombosi e presentano caratteristiche antinfiammatorie. Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato anche una loro capacità nel ridurre il rischio di infarto cardiaco, di ictus ischemico e di aritmie pericolose per la vita. Inoltre, il DHA è un importante costituente della corteccia cerebrale e dei bastoncelli retinici, cellule fondamentali per la vista.
Sebbene gli omega-3 siano impropriamente utilizzati per trattare l’ipercolesterolemia non sono in grado di ridurre i livelli di colesterolo, creando non poche delusioni. Tuttavia, l’effetto sui grassi sanguigni è assolutamente positivo in quanto sono in grado di aumentare le dimensioni delle molecole di colesterolo cattivo (LDL) riducendone il potere di creare lesioni aterosclerotiche nelle arterie e stabilizzando le placche ateromatose.


Alimenti a maggior contenuto di omega-3
(fonte INRAN)










Omega-3 e nutraceutica

La blasonata associazione scientifica americana, American Heart Association,  consiglia una dieta ricca di omega-3 che consiste nel consumare almeno due porzioni di pesce la settimana e utilizzando grassi vegetali contenenti acido alfa-linolenico. Per i pazienti con documentato rischio cardiovascolare il consumo suggerito di EPA e DHA sale a un grammo al giorno da raggiungere tramite il consumo di pesce o con integratori.
Anche la European Food Safety Autority (EFSA), autorità europea per la sicurezza alimentare ha proposto un’assunzione giornaliera di 250 mg al giorno di omega-3 (EPA e DHA) per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nell’adulto,  di 100 mg al giorno di DHA nei bambini dal 7° al 24° mese di vita per il corretto sviluppo della vista e di 100-200 mg di DHA nelle mamme durante la gravidanza e l’allattamento.
Speso dosaggi così elevati si possono raggiungere con integratori a base di EPA e DHA. Bisogna fare attenzione che la purificazione di questi grassi sia basata su severi processi di distillazione molecolare in modo da rimuovere possibili contaminanti dei pesci (mercurio, diossina e policlorobifenili).  
Esiste anche la possibilità di assumere DHA di origine algale ottenuto da microalghe coltivate in ambiente controllato. Gli oli di origine algale, a differenza degli oli di pesce, sono inodori e possono quindi essere più facilmente integrati anche negli alimenti, incluso il latte per i bambini. L’olio algale presenta il vantaggio di non contenere iodio, metalli pesanti e diossine ed è l’ideale per vegetariani e vegani. Negli Stati Uniti il DHA algale è l’unico ammesso nelle formulazioni per bambini.


DHA di origine algale

Bibliografia

  • Marangoni Franca. Omega-3: un nutraceutico “olistico”, in: Nutraceutici e alimenti funzionali in medicina preventiva, di Claudio Borghi e Arrigo F.G. Cicero. Bononia University Press. Bologna 2011: 139-152.
  • American Heart Association Nutrition Committee, Lichtenstein AH et al. Diet and lifestyle recommendations revision 2006: a scientific statement from the American Heart Association Nutrition Committee. Circulation 2006; 114:82-96
  • EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for fats, including saturated fatty acids, polyunsaturated fatty acids, monounsaturated fatty acids, trans fatty acids and cholesterol. EFSA Journal 2010; 8(3): 1461




giovedì 17 novembre 2011

Corso Sali Tissutali

Corso pratico sui Sali Tissutali        Brochure del corso

21-22 gennaio 2012 - Luserna San Giovanni (Torino). Istituto Rudy Lanza

Il dottor Wilhelm Heinrich Schüssler (1821-1898), medico e omeopata tedesco, si interessò, subito dopo la laurea, ai fini meccanismi che alterano le funzioni cellulari. Si accorse che la carenza o l’alterata distribuzione dei sali minerali nelle cellule potevano causare numerose malattie. Iniziò quindi ad elaborare un metodo semplice per il trattamento di questi disturbi che si differenziasse dall’omeopatia, basata, invece, su un enorme numero di rimedi. Partendo dall’osservazione che le ceneri dei muscoli contengono fosfato di magnesio, ottenne incoraggianti risultati trattando con questo sale, in una forma altamente diluita, persone affette da crampi ricorrenti.
Da queste prime ricerche prese l’avvio un trattamento alternativo all’omeopatia, basato su 12 sali tissutali endogeni, altamente diluiti (sesta decimale), con lo scopo di veicolare un “segnale” alle cellule affette da uno squilibrio nella concentrazione o nella distribuzione di sali minerali.

I fondamenti
Il corso sui sali tissutali del dott. Wilhelm Heinrich Schüssler è articolato in 5 moduli didattici, in un fine settimana. Con il primo modulo si iniziano a muovere i primi passi attraverso la magnifica scoperta del dott. Schüssler: alcuni sali minerali contenuti nel nostro corpo, se somministrati a dosi infinitesimali, forniscono un “segnale” utile per riequilibrare le funzioni cellulari. Come l’omeopatia o i fiori di Bach, l’impiego dei sali di Schüssler non è avallato dalla medicina allopatica. In effetti, il corso ha l’obiettivo di arricchire il bagaglio culturale del discente e non quello di  fornire informazioni mediche.
I dodici sali tissutali
Il secondo modulo didattico entra nel vivo descrivendo i dodici sali tissutali, prendendo in considerazione l’azione dei singoli sali attraverso un approccio innovativo che ne rende più semplice la memorizzazione.
Le combinazioni di sali tissutali
Nel terzo modulo si interpreta il razionale delle combinazioni dei sali tissutali, sia di quelle già presenti in alcune formulazioni commerciali, sia di quelle che possono essere realizzate estemporaneamente con la finalità di sfruttarne l’effetto sinergico.
Come scegliere il sale tissutale
Il quarto modulo didattico propone una serie di strategie per la scelta del sale appropriato. Si prende in considerazione anche la diversa presentazione dei disturbi e la modalità con cui si modificano sotto l’influenza di alcune variabili quali la temperatura esterna, le ore del giorno e l’attività fisica.
Esercitazioni
Il corso si conclude con una esercitazione collegiale sull’impiego dei sali tissutali. Si affronteranno insieme casi pratici, valutando e scegliendo il sale, o la combinazione di sali, più appropriata e la modalità di somministrazione. 
Docente
Dott. Carlo Maggio, Medico-Chirurgo, specialista in Cardiologia, Naturopata, esperto in Medicina Funzionale Regolatoria, direttore del Centro Medico Salus Project di Rivoli (Torino)  

sabato 5 novembre 2011

Sani fino a 100 anni

More about Sani fino a cent'anni
Ritorno al futuro

Bel tomo di 416 pagine! Pochi concetti ma ribaditi con entusiasmo. I popoli dei centenari, che siano ad Okinawa, Hunza, Vilcabamba o in Abkhazia, hanno delle caratteristiche comuni. Tanta attività fisica, assenza di "schifezze" nell'alimentazione (tipo zuccheri e grassi animali), tanto amore per il prossimo e rispetto per gli anziani. In altri termini, vivono a lungo come mamma li ha fatti. John Robbins, figlio di un padre che si è arricchito con i gelati negli USA, propone un ritorno al passato per proiettarsi nel futuro dei 100 anni di vita rimanendo giovani. Talora sembra quasi contrario ad ogni progresso, ma ha ragione da vendere sullo tsunami metabolico della dieta occidentale. Insomma un libro gradevole anche se talora un po' sempliciotto.

venerdì 21 ottobre 2011

Scompenso cardiaco nell'anziano e defibrillatore impiantabile

All'8° Congresso Nazionale dell'Associazione Geriatri Extraospedalieri ho presentato una relazione sullo scompenso cardiaco nell'anziano, con particolare interesse all'impiego dei defibrillatori impiantabili per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. 
Lo scompenso cardiaco è una malattia molto diffusa negli anziani e spesso ne viene sottostimata la gravità, talora superiore a quella di alcuni tumori fra i quali il carcinoma mammario. E' fondamentale la diagnosi precoce in quanto esistono farmaci che migliorano notevolmente la prognosi e le condizioni cliniche. 
In casi avanzati, per prevenire la morte improvvisa cardiaca, è consigliabile l'impianto di un defibrillatore, una specie di pacemaker capace di eliminare con uno shock elettrico aritmie pericolose per la vita. L'impianto del defibrillatore si esegue in anestesia locale introducendo uno o più elettrocateteri  (che raggiungono il cuore attraverso le vene) collegati con un dispositivo elettromedicale molto sofisticato dello spessore di 11 mm.
Una versione parziale della presentazione in PowerPoint è scaricabile gratuitamente dalla pagina delle conferenze (2011) sul sito del dott. Carlo Maggio http://www.carlomaggio.it/conferenze.htm